PREMIO VASTO

d'Arte contemporanea

Percorsi di figurazione oggi

a cura di Carlo Fabrizio Carli

La pittura e la scultura rischiano, attualmente, di diventare le vere misconosciute dell’arte contemporanea. Poste ai margini da accreditate tendenze critiche, escluse da importanti rassegne e dalle proposte di fiere e gallerie alla moda, trascurate insomma dal  sistema dell’arte, sono accusate di essere ormai fuori corso, di aver “detto tutto” nei tanti secoli in cui hanno assolto il ruolo di linguaggi privilegiati e ancestrali dell’espressività estetica. Di costituire, insomma, delle vere e proprie “lingue morte”. Ma è poi un’argomentazione valida? L’esistenza degli uomini non è forse fondata sulla ripetizione inesauribile dei soliti gesti, sentimenti, operazioni? Eppure, ad ogni alba, il mistero dell’esistenza si ripropone intero. La pittura e la scultura sarebbero meno efficaci delle espressioni estetiche contemporanee?
Eppure nella fedeltà alla pittura e alla scultura opera la testimonianza molto seria di un’attitudine e di un’aspirazione riguardo cui l’artista non trova diverso linguaggio e mezzo espressivo per rispondere adeguatamente. La XLV edizione del Premio Vasto, a cura di Carlo Fabrizio Carli, è dedicata, appunto, a documentare i percorsi attuali della pittura e della scultura d’immagine. Gli artisti invitati delineano uno scenario ricco e variato, incentrato soprattutto su presenze giovanili, assai indicativo di quelli che sono oggi le prospettive, gli ambiti e le potenzialità della figurazione.  
Era inevitabile, e forse necessario, che la pittura e la scultura registrassero in qualche misura gli enormi cambiamenti verificatisi nell’ambito degli scenari visivi e più estesamente culturali della contemporaneità: l’incessante martellamento retinico, i colori vivacissimi e artificiali della pubblicità e della televisione; la “pittura di strada” sospesa tra muralismo e graffitismo; il sintetismo del fumetto; l’ironia propria della versatilità linguistica postmoderna; ma anche la perdurante suggestione del museo e della storia.
Parlare di pittura oggi, in un contesto marcato dalla pratica della contaminazione di tecniche e linguaggi, significa riconoscere innanzitutto la perdurante validità, autonomia e riconoscibilità dell’atto del dipingere  (parallelamente, si potrebbe dire del fare scultura) e dell’oggetto estetico in cui esso tradizionalmente si concretizza (il quadro o la plastica tridimensionale).
Non si tratta, beninteso, di esprimere valutazioni sul ricorso alla fotografia, al filmato, al video, al computer e a quant'altro possa intrigare i percorsi della creatività estetica contemporanea: nel corso di un secolo, lo spettro dei tradizionali canali dell'espressione estetica si è dilatato in modo impressionante. Quello che interessa è semmai puntualizzare che si tratta di linguaggi altri rispetto alla pittura e alla scultura, cui però spetta un autonomo ambito di praticabilità; considerazione tanto apparentemente ovvia, quanto frequentemente al momento disattesa, anche talvolta in grandi occasioni espositive pubbliche, che pure si riterrebbero impegnate istituzionalmente a garantire la pluralità delle scelte. 

PITTORI: Paolo Assenza, Laura Barbarini, Carlo Bertocci, Lucilla Candeloro, Sergio Ceccotti, Francesco Cervelli,  Antonella Cinelli, Alessandra Di Francesco, Mauro Di Silvestre, Stefania Mileto, Cesare Mirabella, Giorgio Ortona, Luca Padroni, Alessandro Papari, Francesco Parisi, Mauro Reggio, Maurizio Romani, Fernando Zucchi.
SCULTORI:  Michelangelo Galliani, Alberto Mingotti, Giuseppe Pirozzi, Paolo Porelli, Francesca Tulli, Carlo Venturi, Franz Weidinger.

 

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