PREMIO VASTO

d'Arte contemporanea

VII Premio Nazionale "Carlo Della Penna"

Mostra collettiva di cinquantatre pittori, d’ora in poi tutti invitati. Fuori concorso, opere di Michele Cascella.

Giuria: Virgilio Guzzi (Presidente), Roberto Bontempo, Gaetano La Palombara, Gaetano Murolo, Giovanni Peluzzo, Giuseppe Pietrocola, Ugo Talamazzi. 
Principali vincitori:
Primo premio (£ 500.000)  ad Ennio Pozzi (Fagiano con lepre).
Secondo premio (£ 300.000) a Neno Mori (Strumenti musicali).
Terzo premio (£ 200.000) a Luciano Guarnieri (Modella che si pettina).

Questo Premio di Pittura che da sette stagioni raduna a Vasto opere significative e non, di pittori italiani, giovani e maturi di esperienze e di anni, voluto e sorretto dalla esemplare munifìcenza di Carlo Della Penna, nonché dall'amore di alcuni pochi patiti dell'arte e delle glorie cittadine, si allinea con gli altri che in questo dopoguerra hanno fìorito e fìoriscono un poco ovunque nella Penisola, a testimonianza di una fede incorrotta nei valori della cultura.

Vasto, a chi appena vi metta piede, scopre la sua antica bellezza. Noi non vedemmo mai, sul far del giorno, mare più metafìsico, più immoto e incantato, all'orlo della sinuosa riva. Uno stupore che già ci fece pensare alle trasfìgurazioni dell' arte, a quella perenne opera di penetrazione della realtà e di fantastica liberazione che è dell'arte. Così, nel rapido giro per queste vie, potemmo renderci conto di quel che può chiamarsi una tradizione di civiltà. Ciò che rimane pure imponente dell'antico castello: residenza di quella Vittoria Colonna che seppe attizzare in Michelangelo il già splendente e saliente fuoco della poesia, gli altri monumenti e documenti dell'età romanica e barocca; l'apertura e lindura delle vedute e delle contrade, infine le opere recenti, dall'asilo infantile agli opifici al porto laggiù ancora in costruzione: tutto qui parla di nobile storia, di felice accordo tra le grazie cedevoli della Natura e la storia degli uomini. E chi poi si richiami alla memoria i fasti di quell'arte che si chiama pittura vedrà ch'essi portano nomi illustri, non ancora rosi dal tempo, ma nitidi, vivi. Primo fra tutti quello di Filippo Palizzi.

Ma è l'Ottocento. Il casalingo, il rustico, il bucolico e idillico Ottocento. Noi lo veneriamo, come per l'appunto si venera l'immagine del padre; e per questo vogliamo essere diversi pur senza tradirne la memoria e cioè operanti, attivi proprio nel mezzo dei fatti e dei problemi dell'oggi: i quali sono del passato il proseguimento e la negazione. Del maestro si sa che l'allievo geniale è quel giovane che non ripete le sue formule, ma da quelle trae spunto per nuove esplorazioni e invenzioni. In questo senso avremo da intendere l' appello al "figurativo" che il Premio di Vasto ci ripete. Esso non può in alcun modo diventare sinonimo di richiamo a un passato che, seppure illustre, è irrevocabile. Del resto, il gusto artistico d' oggi non è tutto rivolto all'astrazione. Ciò fu sostenuto negli scorsi anni per comodità di polemica. Ormai molte cose, fra le tante ingarbugliate ed oscure, si sono venute chiarendo; sicchè possiamo guardare all'avvenire con rinnovata fiducia. Nessuno più s'azzarda oggi ad affermare che la "figurazione" è un' esperienza d'altri tempi; ch'essa è stata travolta dall'orgoglio d'un soggetto, pensante che non vede al di fuori di sè, tutto preso semmai dalle esperienze della scienza e dal gusto della ricerca nel campo della Tecnica; al punto da non avere più occhi ne memoria, ne problemi morali in qualche modo anche minimamente collegati con le esperienze di una storia che molto somiglia alla stessa Natura.

Il Premio di pittura Carlo Della Penna, così inteso, esorta alla modernità, al di là d' ogni remora provinciale. A quella modernità che risolvendo in equilibrio le presenti antinomie, ed ammettendo sullo stesso piano i contrari, allargherà agli uomini la visione del mondo ed instaurerà un più vero ed umano Umanesimo. Artisti (e giovani) che anelano a questo ci sono. Bisognerà d' ora in avanti con più illuminata consapevolezza ricercarli, sollecitarli, confortarli e premiarli.